sabato, marzo 31, 2007

Si terranno a Dicembre le elezioni del dopo golpe.


FONTE: (AsiaNews/Agenzie)

Lo ha annunciato oggi il premier, ma la data precisa è ancora da fissare. I generali golpisti avevano promesso la consultazione popolare entro settembre. Cresce così tra i thailandesi lo scontento per il nuovo governo, che non riesce a portare stabilità politica al Paese.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Si terranno nella seconda metà di dicembre le attese elezioni generali in Thailandia, promesse dai generali golpisti sei mesi fa quando con un golpe incruento hanno destituito il premier T.S. Lo ha annunciato il primo ministro Surayud Chulanont. Ma la popolazione si fa impaziente e chiede il ripristino di un sistema democratico in tempi brevi. Consapevole dello scontento popolare lo stesso Chulanont ha respinto la richiesta della giunta militare, che pochi giorni fa voleva lo stato d’emergenza a Bangkok per impedire manifestazioni anti-golpe in programma per oggi.
La data della consultazione popolare – a quanto spiega un portavoce del governo – è da decidere tra il 16 e il 23 dicembre. Subito dopo aver rovesciato il “corrotto” T.S., i generali capeggiati da Sonthi Boonyaratglin, avevano promesso elezioni e una nuova Costituzione entro un anno. Ma la promessa è stata disattesa. E non è l’unica.
E intanto monta l’insofferenza della popolazione, che inizialmente aveva appoggiato la caduta dell’impopolare ex premier. Ad eccezione del settore militare, che ha visto accrescere le risorse finanziarie a propria disposizione, secondo i thailandesi pochi altri settori hanno beneficiato del cambio al vertice. La sicurezza nelle province del sud - scosse da violenze di presunti separatisti islamici – era stata annunciata come priorità dal governo ad interim, ma la situazione invece che migliorare si è estesa anche ad aree centrali. La legge marziale, istituita in occasione del colpo di Stato del 19 settembre, è tuttora in vigore in molte regioni del Paese e le restrizioni alle libertà civili bloccano le iniziative economiche e le attività politiche della società civile. Secondo un recente sondaggio, i consensi a favore del governo sono crollati dall'80% di 6 mesi fa all'attuale 40%.
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